La violenza, religione dell’uomo

Cercare di legittimare e legalizzare omicidi per celebrare il sacro rito sacrificale della violenza immolando nuovi capri espiatori per illudersi di essere giusti e liberi con le mani lavate nel sangue… A cosa porterà? Al potere di chi gioverà? Non c’è nessun Dio che chiede violenza né sacrificio.

Credo nell’uomo che semina e coltiva la pace e la giustizia nella verità.
La redenzione dell’umanità sta nella liberazione dalla violenza.

(Ditelo ai fratelli Turchi nei giorni del fallito colpo di stato, ditelo al mondo, dillo a te stesso!)

Stefano Mazzilli

Credo nei costruttori di Pace

seme-di-pace_X

Indignazione, reazione, resistenza, risposta verso il cambiamento

Il terrorismo non giustifica nessuna carenza d’umana dignità e tendenza al razzismo, alla chiusura, alla guerra. Credo nel presente e nel futuro dell’umanità che passa attraverso il fraterno riconoscimento reciproco. Credo nei costruttori di pace. E voglio impegnarmi con chiunque, in pensieri e azioni, contribuisce alla realizzazione di un mondo giusto, onesto, fondato sull’amore concreto, operoso, senza limiti né confini.
Stefano Mazzilli

L’uomo libero è dannato

ANTONIO REZZA

Don Andrea, Dio e l’Arte
di ANTONIO REZZA, attore, regista e scrittore

Scrivere qualcosa su di noi (Antonio Rezza e Flavia Mastrella), sulle nostre perversioni e virtuosismi in relazione involontaria alle gesta di Don Gallo non è un atto strumentale. Conosco le dinamiche della religione imposta dallo Stato apparentemente laico e l’inconsistenza del pensiero politico moderno. Non considero la politica un’attività superiore della mente poiché troppo incline al compromesso e meno pura dell’idea senza padrone. Politica e religione sono due mali non necessari e mi stupisco sempre nel constatare che l’uomo di potere ha di rado spunti di inventiva e velocità di esecuzione. In sintesi penso che l’essere umano creda in uno Stato senza virtù e demandi le sue responsabilità a un Dio troppo lento per essere competitivo. Continue reading

Senza amore…

MadreTeresa1bn

L’intelligenza senza amore, ti rende perverso.
La giustizia senza amore, ti rende implacabile.
La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.
Il successo senza amore, ti rende arrogante.
La ricchezza senza amore, ti rende avaro.
La docilità senza amore, ti rende servile.
La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.
La bellezza senza amore, ti rende ridicolo.
L’autorità senza amore, ti rende tiranno.
Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.
La semplicità senza amore, ti sminuisce.
La preghiera senza amore, ti rende introverso.
La legge senza amore, ti schiavizza.
La politica senza amore, ti rende egoista.
La fede senza amore, ti trasforma in fanatico.
La croce senza amore, diventa una tortura.
La vita senza amore, è priva di gioia.

Madre Teresa di Calcutta

BANNING POVERTY 2018

BANNING-POVERTY-2018_M

I dodici principi dell’illegalità della povertà

1. Nessuno nasce povero né sceglie di esserlo
La prima parte dell’affermazione sembra falsa. È vero che una bambina che nasce in una famiglia di contadini in fuga dalla siccità in Etiopia o in una baraccopoli di Mumbai nasce “diversa” dalla bambina di un membro della famiglia reale britannica. Ma come essere umano “nasce uguale”. Tutti noi nascendo riceviamo la vita, prima ancora di “vivere” in condizioni considerate povere o ricche. È lo stato della società nella quale nasciamo che “ci fa” poveri o ricchi. Continue reading