Manifesto degli artisti per Gaza
Manifesto degli artisti per Gaza

Manifesto degli artisti per Gaza

Manifesto degli artisti contro il genocidio di Gaza

Noi, poeti, artisti, e liberi pensatori, in questo crepuscolo di civiltà, dichiariamo la nostra opposizione alla paralisi del pensiero e all’anestesia della coscienza.

Nel corso di un genocidio in atto, di una tragedia umanitaria di formidabili proporzioni, la funzione del poeta, dell’intellettuale, non può limitarsi all’osservazione e alla personale ricerca estetica, ma può assumere una risoluta postura civile contro ogni sopraffazione, a tutela dei diritti umani.

Può scegliere di chiamare le cose con il loro nome: non conflitto ma occupazione, non operazione militare ma pulizia etnica, non tragedia ma genocidio.

Rifiutiamo con fermezza gli eufemismi del potere che servono a normalizzare l’inaccettabile, a rendere digeribile l’orrore, ovunque l’umanità venga calpestata.

Scrive il poeta palestinese Hajdar Al Ghazali: “Vieni che sistemiamo l’alfabeto degli universi… e prepareremo universi di poesia.”


IL RIFIUTO DELLA COMPLICITÀ


Non sosteniamo il silenzio, così complice di questa tragedia, cercando un alibi a un massacro.

Nessun sostegno e nessuna collaborazione con chi macchia l’umanità di sangue innocente, recuperiamo una dignità che non conosce compromessi.


LA POESIA È MEMORIA CONTRO LA CANCELLAZIONE DI STORIE E LUOGHI: L’ARCHIVIO ARDENTE DELLA RESISTENZA


Un genocidio non mira solo a distruggere corpi, ma a polverizzare la memoria, a estirpare la cultura, a cancellare la storia di un popolo.

Il genocidio si fa ecocidio.

L’odio incondizionato distrugge storie e ambienti, danneggiandoli in modo grave, diffuso e duraturo, così come affermato nello Statuto elaborato nel 2021 dall’Independent Expert Panel for the Legal Definition of Ecocide, art. 8, par. 1.

Contro questa furia annientatrice, abbiamo il compito di ricordare i nomi dei morti, le storie cancellate, le culture minacciate dall’oblio pianificato, contro la disumanizzazione che precede e segue lo sterminio. La poesia può essere il ponte tra il passato e un futuro da non dimenticare.


UMANIZZARE, NON DEMONIZZARE: IL VOLTO CONTRO IL NUMERO

La propaganda è lo strumento di manipolazione e falsificazione della realtà, che i media asserviti al potere utilizzano per disumanizzare le vittime e rendere accettabile il loro sterminio.

È necessario invece restituire volto, voce, dignità inalienabile a ogni singola vita, testimoniare così la sofferenza di ogni persona travolta dalla guerra.


LA DENUNCIA COME ATTO DI TESTIMONIANZA: OLTRE I CONFINI DEL SANGUE

Denunciamo la postura ipocrita delle istituzioni italiane che, nel pieno della tragedia di un popolo decimato e stremato, continuano a negare il riconoscimento dello Stato palestinese, ponendo di fatto il nostro paese e i suoi cittadini in una posizione di favoreggiamento del genocidio in atto, rinforzando una politica vile e opportunistica.

Dichiariamo che la nostra unica, vera patria è l’umanità, ovunque essa si trovi, sotto qualsiasi cielo e fortuna.

Siamo solidali con ogni poeta, ogni artista, ogni voce perseguitata.

Le catene di uno sono le catene di tutti.

Speriamo che il mondo possa diventare un luogo sacro senza oppressioni.

La nostra parola è tutto ciò che abbiamo,

la useremo per disarmare lo sguardo.

FONTE

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