Archivi categoria: COSCIENZA

Il tempo è relativo perché il nostro vivere possa farsi relazione – Stefano Mazzilli

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“Il tempo è relativo perché il nostro vivere possa farsi relazione”. Stefano Mazzilli

Fonti relative all’immagine:

https://spazio-tempo-luce-energia.it/ngc-4038-e-4039-le-galassie-antenne-990da3dbdefd

https://corrierefiorentino.corriere.it/ilcielo/2008/03_Marzo/26/cielo.shtml

Il Pfizeraio magico

IL PFIZERAIO MAGICO

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GESÙ NON È IL CRISTIANESIMO – Vito Mancuso

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Premessa: Condivido tutto di quanto sto riportando in questo articolo. Manca comunque un dettaglio importante che forse potrà ancora stravolgere e coinvolgere la storia imminente e futura. Di questo parlerò personalmente molto presto. – Stefano Mazzilli


GESÙ NON È IL CRISTIANESIMO

Basta però anche solo riflettere un poco sulla storia alle nostre spalle e non si può evitare di chiedersi: davvero furono tutti seguaci di Gesù? Che si dica che furono tutti cristiani è legittimo, ma dicendo cristiani diciamo con ciò stesso che furono seguaci di Gesù? Il medioevo cristiano, con la servitù della gleba, le crociate, le torture, le ordalie e le molte altre caratteristiche di una società che si riteneva totalmente cristiana, era forse la perfetta traduzione della spiritualità di Gesù? La risposta la si può trovare in Dostoevskij, il quale nel suo romanzo più celebre immaginò che Gesù, ritornato sulla terra nella cattolicissima Spagna del Siglo de oro, venisse subito fatto arrestare dal cardinale Grande Inquisitore riuscendo a scampare al rogo solo per miracolo, anzi per un bacio. La risposta per Dostoevskij quindi è no: la cristianità e il cristianesimo non coincisero con Gesù; anzi, a tratti gli furono persino ostili. Continua a leggere

Martiri della non omologazione – Carla Sale Musio

Incontro spesso persone dotate di un’ottima salute mentale ma sofferenti, a causa della patologia sociale in cui vivono immerse. Nel corso degli anni ho individuato, dietro a tante richieste di aiuto, una struttura di personalità dotata di sensibilità, creatività, empatia e intuizione, che ho chiamato: Personalità Creativa.

In questi casi non si può parlare di cura (anche se, chi chiede una terapia, si sente patologico e domanda di essere curato) perché: essere emotivamente sani in un mondo malato genera, inevitabilmente, un grande dolore e porta a sentirsi diversi ed emarginati.

Le persone che possiedono una Personalità Creativa sono capaci di amare, di sognare, di sperimentare, di giocare, di cambiare, di raggiungere i propri obiettivi e di formularne di nuovi. Sono uomini e donne emotivamente sani, inscindibilmente connessi alla propria anima e in contatto con la sua verità. Queste persone coltivano la certezza che la vita abbia un significato diverso per ciascuno e rispettano ogni essere vivente, sperimentando così una grande ricchezza di possibilità.

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La profezia del filosofo si avvera ai nostri giorni – Günther Anders

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“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna farlo in modo violento. I metodi come quelli di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più in mente agli uomini. L’ideale sarebbe formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si prosegue il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi. L’accesso alla conoscenza deve diventare sempre più difficile ed elitario, il divario tra il popolo e la scienza deve aumentare, l’informazione destinata al grande pubblico anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo. Continua a leggere

UBUNTU, il vero potere dell’umanità

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Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta.
Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio.
Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero “Ubuntu! Come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”
Ubuntu nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo”

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7 passi nello spirito dell’Aikido

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Durante le nostre dirette online svolte nel periodo della quarantena  per la pandemia covid-19 del 2020, ci siamo confrontati su vari argomenti per dare sempre maggior senso al nostro Aikido. Riporto qui in chiave sintetica gli aspetti che da sempre ci stanno a cuore. Invito tutti i nostri praticanti a considerare con molta attenzione questi “sette passi” come insegnamenti da porre sempre in evidenza nel percorso A.S.A.H.I., individuale e di gruppo.

Sette passi nello spirito dell’Aikido

di Stefano Mazzilli

1. Aikido è una Via per la crescita e lo sviluppo delle nostre abilità tecniche e soprattutto umane, perché ci espone e ci dispone alla relazione tra noi stessi e gli altri.

2. Aikido è una Via educativa che c’insegna a comunicare. Quindi ci sprona all’ascolto e al dialogo costruttivo, vincendo pregiudizi e trovando punti d’incontro più che di scontro.

3. Aikido, come Via non violenta, ci educa a trovare soluzioni per superare i conflitti, dentro e fuori di noi. In questo sta la vera forza e questo significa passare dalla sfida della competizione alla cooperazione nella collaborazione fattiva.

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